Social Sharing: Cosa ci spinge alla condivisione?

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19 Maggio 2021

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Social Sharing: Cos’è?

Il Social sharing è un fenomeno in cui tutti noi in un modo o nell’altro ci ritroviamo a farne parte. Nel web di oggi siamo continuamente coinvolti nella fruizione e condivisione di contenuti multimediali, in particolar modo nelle piattaforme social. Il Social sharing è un fenomeno sociale che ingloba qualsiasi tipo di contenuto realizzato da soggetti privati o dalle aziende. Quando troviamo nel nostro feed un contenuto che pensiamo possa interessare anche ai nostri amici, premiamo il pulsante Condividi su Facebook. I contenuti di qualità che spingono la condivisione sono la base del Social sharing, nonché l’obiettivo di strategie di Content Marketing di molte aziende che intendono ottenere maggiore visibilità e ampliare la propria community.

La psicologia dello sharing ci spiega quindi cosa condividiamo e perché siamo portati a farlo.

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La classifica del New York Times

Il New York Times ha classificato gli utenti in base alla modalità di condivisione nel suo studio “The Psychology of Sharing” secondo queste 6 categorie:

  • Gli Altruisti: sono persone riflessive e affidabili che condividono contenuti utili.
  • I Boomerang: esperti del web, condividono qualunque cosa generi reazioni trovando conferme da commenti e condivisioni di parte di terzi. Spesso usa i social per lavoro, o comunque li conosce come un esperto.
  • I Selettivi: condividono contenuti di nicchia e non molto spesso. Non li vedrete quasi mai connessi, ma ogni volta che pubblicheranno qualcosa si tratterà (quasi) sempre di contenuti di qualità.
  • Gli “Hipster”: creativi e popolari tra le loro connessioni, spesso si tratta di giovanissimi. Danno un grande peso a come vengono visti dagli altri, per questo condividono contenuti raffinati e capaci di comunicare al meglio la loro personalità.
  • Quelli in Carriera: condividono contenuti principalmente per accrescere e intrattenere la loro rete business
  • I “Connector”: creativi, riflessivi, con uno stile di vita “no stress”, sono portati a utilizzare le condivisioni per creare momenti di aggregazione offline

Le emozioni giocano un ruolo fortissimo nella condivisione di contenuti social, ed è per questo che chiunque si occupi di marketing digitale (e non) deve tenere conto di questi fattori.

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5 motivi per cui condividiamo

1. Bisogno di stima e autorealizzazione

Il bisogno di appartenenza spinge gli utenti a condividere per provare una sorta di accettazione sociale da parte di un gruppo o un individuo. Che ci piaccia o no, vogliamo tutti sentirci accettati e considerati dalle persone con cui condividiamo gli stessi valori.

Il bisogno di stima si manifesta con la propensione a pubblicare contenuti strettamente personali e incentranti sulla nostra persona. Stiamo parlando di tutti quei contenuti che restituiscono l‘immagine esatta che vogliamo veicolare di noi stessi e che ci portano ed essere degli influencer mancati.

2. Identità

Certo stima e autorealizzazione sono importanti, ma se pensiamo che sia solo un modo per mettersi in mostra ci sbagliamo.
Le persone vogliono portare il proprio modo di essere all’interno delle piattaforme, ma non è sempre una questione di vanità.
La ragione è semplice: i social media hanno da tempo smesso di essere solamente dei mezzi di comunicazione e sono diventati un posto in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo.

3. Valore sociale

Una buona parte degli utenti è spinto a condividere un contenuto perché tramite esso vuole soddisfare un proprio bisogno di riconoscimento. In un certo modo tramite il contenuto vuole promuovere la propria reputazione sociale. Condividendo informazioni particolari, consigli utili o contenuti divertenti gli utenti desiderano dare una buona immagine di sé alla propria cerchia social.

4. Emozioni

La probabilità che un contenuto venga condiviso è molto più alta quando fa coinvolge su un piano emozionale, ovvero quando “smuove” in qualche modo il cuore degli utenti. La condivisone di emozioni positive sono spesso associate a una sorta di regalo che facciamo al nostro seguito sui social. Naturalmente, non sono solo queste le uniche emozioni che spingono alla condivisione. I contenuti che spingono alla riflessione, all’indignazione o che rendono tristi sono spesso utilizzati come incentivo per aiutare, informare e comunicare che ciò è quello che non dovrebbe succedere.

5. Ricompensa

Proprio come se fosse una mostra d’arte, attraverso i contenuti postati è possibile curare la nostra autostima e misurarla in termini di like e commenti positivi.

Pensiamoci: come sarebbero i social media se non esistessero i like? Probabilmente perderemmo la misura del senso di approvazione, ma non è tutto. I like hanno un ruolo importante nel meccanismo di condivisione. Infatti, quando gli utenti vedono post con molti likemostrano l’attivazione delle aree cerebrali del circuito della ricompensa e per questo sono più propensi a rilasciare, a loro volta, forme di approvazione.

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